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Un banco di prova da 730 milioni

Pubblicato su Possibile.com il 6 giugno 2018

Come riportato dall’osservatorio sulle spese militari italiane, lo scorso 25 aprile, il Pentagono ha siglato un accordo con Lockheed-Martin che prevede anche l’ordine di altri 8 F35 da parte del nostro paese.

Si tratta, in un certo senso, dell’ultimo lascito del governo Gentiloni, e più in generale di tutti i governi della scorsa legislatura, che sul tema degli F35 hanno garantito assoluta continuità.

Quest’ultimo ordine, è un “regalo”, si fa per dire, che ci costerà dai 730 milioni agli 1,3 miliardi di euro, a seconda delle stime.

Si tratta, perciò, di una questione non secondaria. Specie alla nascita di una legislatura che si propone di essere di grande cambiamento.

Un cambiamento che ci piacerebbe vedere riguarda anche il modo con cui vengono spesi i nostri soldi. Potremmo fare un elenco infinito di modi di migliori di impiegare quei 730 milioni di euro, ma sappiamo che troverebbero poca eco nelle stanze del nuovo governo Lega-5Stelle.

Un governo che ha dedicato così larga parte della propria retorica alle tasse degli italiani, però, dovrebbe dirci cosa ne pensa di questi 730 milioni che proprio con i 730 di tutte e tutti vengono finanziati.

Siamo perciò curiosi di sapere cosa intendano fare il nuovo governo e la nuova maggioranza sull’argomento. Sappiamo infatti che il M5S è sempre stato contrario, come lo siamo stati noi di Possibile, al programma F35, mentre la Lega si è sempre espressa a favore. Il contratto di governo (sarà un caso?) non ne fa menzione, tuttavia è una faccenda che non può essere derubricata e qualcosa la neoministra della difesa Trenta dovrà fare. Anche il non fare nulla sarà una scelta, molto precisa.

Vista la grande attenzione promessa dal nuovo governo ai temi del lavoro, vogliamo ricordare, in particolare al ministro Di Maio, che il programma F35 avrebbe dovuto portare, secondo le promesse dei precedenti governi, oltre 10mila posti di lavoro, nel nostro paese, poi ridimensionati a 6400, ma in realtà rivelatisi solo circa 1500, di cui almeno 600 precari.

Un ritorno molto magro, a fronte di un investimento complessivo di 14 miliardi euro per 90 caccia bombardieri.

Un investimento la cui utilità anche in termini di difesa è tutta da dimostrare, specie se si pensa che la stessa neoministra Trenta ha più volte ribadito che i veri investimenti del paese andrebbero fatti nella cybersecurity.

Questo, come altri, sarà un importante banco di prova per questo governo. In che modo questo governo vorrà impiegare le nostre finanze?

Dopo la grande retorica di questi giorni (di questi mesi), siamo alla prova dei fatti.
Da domani vedremo il reale tasso di cambiamento che il governo gialloverde porterà con sé.

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